LA RINCORSA ALLA MAGLIA ROSA: COME SI SONO PREPARATI VINGEGAARD E PELLIZZARI
di Radiociclismo Reporter
Jonas Vingegaard debutta alla Corsa Rosa con la Tripla Corona nel mirino e una stagione costruita attorno al doppio obiettivo Giro–Tour. Giulio Pellizzari si presenta da vincitore del Tour of the Alps, con un ritiro in quota in Val Senales e una mentalità nuova: non più "spero di andare bene", ma "devo andare bene". Due storie diverse, un solo obiettivo: la Maglia Rosa.
Jonas Vingegaard Visma | Lease a Bike · Danimarca · 29 anni Un inverno complicato, ma superato La preparazione di Vingegaard alla stagione 2026 non è filata liscia fin dall'inizio. Una caduta in allenamento in Spagna, causata da un appassionato troppo invadente che lo ha sorpreso in discesa, seguita da un malanno che si è trascinato per qualche settimana, lo ha costretto a rinunciare all'UAE Tour. Un contrattempo che il danese ha ridimensionato subito. Mi sento bene. Ho trascorso un inverno intenso, l'allenamento è andato molto bene. Non è stata una caduta così grave: il giorno dopo potevo già allenarmi di nuovo. — Jonas Vingegaard, marzo 2026 Il campo base: sud della Spagna La Visma | Lease a Bike ha scelto il sud della Spagna come base per il blocco di allenamenti invernali. Sole, strade lunghe e dislivello — il contesto ideale per costruire il motore in vista di una stagione su tre settimane. Parigi-Nizza e Volta a Catalunya: dominio senza discussioni Il debutto stagionale è arrivato alla Parigi-Nizza di marzo. Ha poi dominato la Volta a Catalunya, consolidando il suo status di favorito numero uno al Giro. Dopo la Catalogna: una settimana di scarico, poi un nuovo blocco in altura prima del via di Nessebar. Curiosità tattica: Vingegaard ha scelto personalmente di fare il Giro prima del Tour. La sua teoria: nel secondo Grande Giro dell'anno riesce a esprimere potenze più elevate che nel primo. Il Giro è quindi anche la migliore preparazione per difendere il Tour de France. Debutto assoluto e risposta ai critici Quello di Nessebar sarà il suo primo Giro d'Italia. Qualcuno ha visto in questa scelta una fuga dalla sfida con Pogačar al Tour. Vingegaard non ha gradito: sceglie le corse per sé stesso, non per gli avversari. Con la Maglia Rosa potrebbe completare la Tripla Corona prima del suo principale rivale — impresa riuscita finora solo a Anquetil (1963), Gimondi (1968), Merckx (1973), Hinault (1980), Contador (2008), Nibali (2014) e Froome (2018). Giulio Pellizzari Red Bull – BORA – hansgrohe · Italia · 22 anni Il Tour of the Alps: la grande prova generale Pellizzari si è presentato al Tour of the Alps con un obiettivo preciso: capire dove si trovava e dare un segnale alla concorrenza. Il segnale è arrivato forte e chiaro: ha vinto la corsa in solitaria a Bolzano, primo italiano a imporsi tredici anni dopo Nibali. Alla Corsa Rosa mancano ancora due settimane, adesso andrò in altura per rifinire la preparazione: l'importante sarà essere in forma per la terza settimana. — Giulio Pellizzari, dopo il Tour of the Alps 2026 Gli sprint con Hindley: la curiosità di ritiro Durante il ritiro in altura prima del Tour of the Alps, Pellizzari e Jai Hindley si sfidavano in sprint a ogni cartello stradale durante gli allenamenti. "Un grazie lo devo anche a Jay, con il quale mi sono allenato tanto negli sprint. Ad ogni cartello ci sfidavamo, e qualche volta sono pure riuscito a batterlo." Val Senales · quota 3.000 m: Dopo il Tour of the Alps, Pellizzari è salito in Val Senales per l'ultima ricarica in quota. A 2.800–3.000 metri l'obiettivo non è alzare i carichi ma stimolare la produzione di globuli rossi. È la terza sessione in altura dell'anno: il corpo comincia a sentirne davvero gli effetti. Un cambio di mentalità: da speranza a certezza La differenza rispetto agli anni passati è netta. Non più "spero di andare bene", ma "devo andare bene". Il passaggio da giovane promessa a capitano con responsabilità reali. In una squadra come Red Bull–BORA–hansgrohe non ci si può nascondere. La dedica a Casagranda Al termine della vittoria al Tour of the Alps, Pellizzari ha dedicato il successo a Stefano Casagranda, scomparso di recente, che su quelle stesse strade aveva vinto una tappa al Giro del Trentino nel 1998. Un gesto che ha toccato profondamente il mondo del ciclismo italiano. L'anno scorso cominciavo le gare pensando "spero di andare bene". Quest'anno invece penso "devo andare bene". Sto imparando ad essere leader. — Giulio Pellizzari, 2026 Il parere del preparatore: margini ancora intatti Paolo Artuso, che ha guidato Pellizzari alla prima vittoria da professionista alla Vuelta 2025, è convinto: "Il ragazzo è forte. Sono sicuro che riuscirà a fare ancora un altro piccolo step al Giro." Il 2026 potrebbe essere solo l'inizio di qualcosa di più grande.